A Roccaraso un euro e cinquanta per una brioche portata da casa, a Roccasecca il valore dell’accoglienza

Mi è capitato, in queste giornate di caldo estremo dalle nostre parti, di andare a Roccaraso per rinfrescarmi un po’ e trascorrere qualche ora in più all’aria aperta con la famiglia. E, come spesso accade ai vacanzieri, anche di vivere qualche episodio particolare.
In uno di questi giorni, complice un improvviso acquazzone, accompagnato da una violenta grandinata che si era abbattuta sulla montagna, ci siamo riparati in un bar situato proprio sulla via centrale della caratteristica cittadina di villeggiatura.
Ci siamo seduti a un tavolo e abbiamo ordinato un caffè e un cappuccino. Mia figlia aveva nel suo zainetto una piccola brioche che avevamo portato con noi da casa. Abbiamo consumato tranquillamente la nostra colazione, ma al momento di andare a pagare è arrivata la sorpresa.
Caffè e cappuccino: 5 euro e 50.
Il conto complessivo, però, era di 7 euro.
Il motivo? All'ingresso del locale — cartello che, entrati di fretta per ripararci dal maltempo, non avevamo notato — era esposto un avviso che recitava più o meno così: «Vietato consumare cibi e bevande propri all'interno del locale».
Avendo contravvenuto a questa disposizione, ci è stato addebitato un ulteriore costo di 1 euro e 50.
Abbiamo pagato senza fare discussioni e ci siamo ripromessi semplicemente di non tornare più in quel locale.
Non perché non fossimo disposti a comprare qualcosa per nostra figlia. Ma perché può capitare che un bambino, magari per abitudine, per gusto o semplicemente perché ha con sé qualcosa che gli piace, preferisca mangiare un prodotto portato da casa invece di quello che offre un bar.
È una questione di buon senso, prima ancora che di regolamenti.
L'episodio mi ha fatto pensare immediatamente alle attività di Roccasecca: bar, pizzerie, ristoranti. In tanti anni, non mi è mai capitato di imbattermi in atteggiamenti del genere. Al contrario, ho sempre trovato disponibilità, cortesia e quella naturale capacità di venire incontro alle esigenze delle famiglie che, a mio avviso, dovrebbe essere una delle caratteristiche fondamentali di chi lavora nel settore dell'accoglienza.
Certo, Roccaraso è una località turistica molto frequentata e chi opera in questi luoghi deve necessariamente confrontarsi con dinamiche commerciali diverse. È anche comprensibile che un'attività voglia tutelare i propri consumi e i propri incassi.
Ma, come diceva Totò, “ogni limite ha una pazienza”.
E allora, proprio per questo, credo sia doveroso rendere merito alle attività di Roccasecca. Attività che, oltre alla qualità dei loro prodotti, possono contare sulla bellezza del paesaggio, sulla capacità di inventare iniziative, sulla voglia di andare avanti e di resistere in un territorio che, certamente, non può contare sui numeri e sui flussi turistici di una località come Roccaraso.
Ma c'è qualcosa che vale ancora di più.
C'è una certa idea dell'accoglienza. C'è la disponibilità verso il cliente. C'è, soprattutto, quella moralità e quell'etica di base che non dovrebbero mai essere messe da parte in nome del profitto.
In una società nella quale tutto sembra essere sempre più orientato a monetizzare ogni occasione, anche un euro e cinquanta possono diventare un'occasione per riflettere.
Perché alla fine non è tanto la cifra a fare la differenza. È il modo in cui scegli di guadagnarla. E forse è proprio questa la ricchezza più grande che le attività di Roccasecca continuano a custodire: la capacità di fare impresa senza dimenticare il valore delle persone. Ed è una differenza che, ancora oggi, si sente.






