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Giornale fondato da Pompeo Cataldi nel 1974


Maria Capitanio. Storia di una donna

 |  Alessandro Marcuccilli  |  Libri

L’indagine storiografia regge le proprie sorti sui documenti, sui fatti accertati, conclamati, sulla ricerca certosina negli archivi, nei luoghi che danno certezza al tempo. Non può reggere le sorti, invece, del ‘sentito dire’, del ‘rumorio’, del chiacchiericcio. Tuttavia, però, può sostenere la dimensione emotiva. Non parlo, ovviamente, di un semplice storytelling per amplificare l’emotività o di una narrazione attenuata da episodi epici, leggendari. Parlo di un avvicinarsi alle storie di donne e uomini raccontandole nella loro integrità, nella loro dimensione emotiva e razionale. Specialmente quando alcune storie lo richiedono.

La storia di Maria Capitanio non può essere raccontata esclusivamente utilizzando la sola ricerca d’archivio o una bibliografia ancora non del tutto consolidata. Lo dice lo stesso Fernando: “[…] l’ho fatto per due motivi. In primo luogo per amore della storia, la storia vera, quella che si ricostruisce attraverso le carte e i documenti. E poi per svelare un arcano che mi tormentava da anni: conoscere la vera storia di Maria Capitanio”. La dimensione emotiva evocata da Fernando è direttamente proporzionale allo stato delle cose, al vissuto vero di una donna coraggiosa quanto sfortunata.

Fernando continua, in questo suo ultimo lavoro “Maria Capitanio. La vera storia di una brigantessa” 2026, D’amico Editore, euro 14), il suo personale percorso di ricerca senza abbandonare i vissuti di chi ha fatto parte di un fenomeno unico, come quello del brigantaggio post-unitario. E qui viene fuori l’altro tema, quello non ancora del tutto focalizzato attraverso studi e ricerche, quello delle brigantesse, di quelle donne votate ad una causa e non perché legate a briganti, ma per seguire fino in fondo un loro destino.

In questo libro vengono tratteggiati i profili di tre donne, Maria Capitanio, Gioconda Marino e Carolina Casale, unite da storie simili ma, soprattutto, legate da un tragico evento, un’esperienza che le segnerà per sempre, lo scontro a fuoco sul Colle Cavallo del 1868 tra la Guardia Nazionale e i briganti.

Fernando segue gli eventi successivi di queste donne raccontando le loro storie di brigantesse, compagne e madri e queste vicende si dipanano in un modo grigio, difficile, in un Sud martirizzato dalle epidemie, le diseguaglianze e problemi economici e sociali.

Una lettura densa, interessante, puntuale. Un’altra tessera in quel mosaico della memoria e dell’identità che ci aiuta a capire la nostra amata Terra di Lavoro.