Skip to main content

Giornale fondato da Pompeo Cataldi nel 1974


Severino Gazzelloni e la marcetta della banda di Roccasecca mai dimenticata.

 |  Giorgio Giovinazzi  |  Storie
Severino Gazzelloni con gli studenti in Piazza del Campo - Teche Rai

Sono passati tanti anni dalla scomparsa del flautista Severino Gazzelloni. Quasi 35. Roccasecca è sempre andata fiera di questo concittadino così famoso, conosciuto in tutto il mondo come Marcello Mastroianni o Vittorio de Sica, tutti figli della Terra di Lavoro.

Ma Gazzelloni non era semplicemente un nome di cui andare fieri. Era in vita ed è ora un autentico orgoglio per noi roccaseccani. Perché era un musicista, ed aveva iniziato a suonare nella banda di Roccasecca, perché era un uomo appassionato, e perché non aveva mai reciso i rapporti con la terra natale, dove tornava sempre volentieri, nella bella villa di Colle San Magno. Il venerdì o il sabato era facile vederlo arrivare in piazza con la sua Ferrari e fermarsi a salutare le sorelle. Personalmente ho tanti ricordi della mia infanzia legati al suo affetto e al suo baciarmi in fronte quando mi vedeva. È qualcosa che spero la memoria non vorrà mai cancellare.

Oggi a Roccasecca possiamo vedere il suo bel busto nel largo di Via Roma, abbiamo una strada a lui dedicata e soprattutto un Festival Musicale che porta giustamente il suo nome. Il figlio Armando vive a Colle San Magno ed è sempre presente agli eventi dedicati alla memoria del padre. Molto coinvolgente l’esposizione dei suoi cimeli e delle sue foto realizzata in via Roma poco tempo fa a cura di Valeria Notarangeli e Gennarino Marcuccilli.

È opportuno però anche approfondire la personalità di quest’uomo, perché avere un vanto in paese ci obbliga (un obbligo umano e morale beninteso) a sapere qualcosa di lui, a relazionarci con la sua memoria e per poter dire a un turista: qui è nato Gazzelloni, qui si è formato, questi sono i motivi per cui è stato grande.

Da anni siamo abituati a musicisti di formazione classica o che comunque lavorano nel campo della musica colta che sono famosi e presenti nei media nazionali. Conosciamo il valore delle contaminazioni e non ci scandalizziamo nel vedere un violino in una band rock o un artista che in TV sperimenta nuove forme di comunicazione.

Una volta non era così: il musicista serio era relegato ad una vita di studio e concerti, conosciuto solo nella stretta schiera di appassionati del settore. Gazzelloni fu il primo a tentare nuove strade, a cimentarsi nei repertori POP, a collaborare con musicisti d’avanguardia che introducevano la musica elettronica, atonale o concreta. Fu il primo ad apparire costantemente in TV, a vestire trendy. Uno dei primi assieme a Karajan e Benedetti Michelangeli a girare in auto sportiva, uno dei primi a frequentare il jet set. Fu anche criticato per questo. Aspramente. Anche a Roccasecca. Si disse più studio e meno salotti. Ma è normale che sia così, l’innovazione è sempre fonte di dubbi. Ancora oggi una composizione di Maderna o Berio non si ascolta come Battisti. Anzi è difficile trovare qualcuno che abbia il coraggio di metterla in cartellone.

Severino Gazzelloni fu innovatore anche nel modernissimo approccio alla didattica. Frequentava la famosa scuola di Darmstadt così come altre validissime istituzioni, fra cui l’Accademia Chigiana di Siena, dove insegnò fino alla morte: al pari di tanti artisti l’antica città toscana aveva rapito Gazzelloni, che in quell’atmosfera passionale, elegante, antica e allo stesso tempo attualissima trovava evidentemente una sua dimensione.

Dopo i corsi alla Chigiana era facile vederlo conversare seduto ad un tavolino di qualche elegante bar di Piazza del Campo. Fu proprio nella celebre piazza del Palio che, all’inizio degli anni ’70, un roccaseccano, studente universitario, lo notò e andò a salutarlo, presentandosi al maestro e dichiarando le proprie origini. Gazzelloni lo salutò affettuosamente, invitandolo a vedersi nei giorni seguenti. Numerose furono infatti le occasioni in cui il maestro volle incontrare il ragazzo, facendosi accompagnare con la piccola 500 in giro fra i vari appuntamenti. Una sera, rientrando nella villa dove era alloggiato, gli chiese anche il favore di aprire il cancello che aveva la serratura un po’ arrugginita. Aveva giustamente il timore di sforzare troppo quelle mani abituate al flauto d’oro.

Un giorno il maestro chiese allo studente di andarlo a prendere in Chigiana per poi andare a cena. Il ragazzo arrivò in anticipo si sedette in fondo all’aula in cui il Maestro teneva lezione a una classe di ragazze straniere. Nel vederlo entrare, Gazzelloni disse in tedesco alle ragazze che era arrivato un suo amico, e col flauto iniziò a suonare una marcetta del repertorio della banda di Roccasecca. Tutte le ragazze si unirono a lui. Se questo non è amore per il proprio paese!

Dimenticavo. Quello studente era mio padre.