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Giornale fondato da Pompeo Cataldi nel 1974


Ricordi in chiaroscuro di un mondo che non c’è più

 |  Roberto Giannitelli  |  Storie
La stazione di Roccasecca nel film. Fonte: Il Davinotti

Se al cinema Roccasecca è nota per due famosi film di Totò, dove peraltro il paese non appare mai, pochi sanno che la Stazione Ferroviaria è stata reale protagonista di un film poco conosciuto, protagonisti Nino Manfredi, Fulvia Franco, la Stazione di Roccasecca e Peppantonio. Si tratta di un prezioso film d’autore, apprezzato dalla critica ma con scarsa fortuna al botteghino. Nell’episodio "L'avventura di un soldato", tratto da una novella di Italo Calvino e inserito nel film collettivo "L'amore difficile" del 1962, Nino Manfredi interpreta un soldato di leva che, in treno, incontra una giovane vedova, la bellissima e poco ricordata Fulvia Franco. Il breve episodio si svolge all’interno di un anonimo vagone ferroviario e racconta, con eleganza, di un amore improbabile, che nasce e muore nelle poche ore di un viaggio in seconda classe. Guardando il goffo agire di Nino Manfredi non si può che provare simpatia per questo giovane soldato e i suoi approcci al limite del ridicolo. Una mano che sfiora il braccio della ragazza, timidi tentativi di carezze sempre più insistenti, il tutto sotto lo sguardo degli altri passeggeri che fingono, con l’ipocrisia dell’epoca, di non accorgersi di nulla. Le scene, rigorosamente in bianco e nero, ci raccontano il dolore di due solitudini che, attraverso un gioco di sguardi complici, ammiccamenti sempre più spinti e senza mai scambiarsi una sola parola, cercano un anelito di vita, sapendo fin troppo bene che, per loro, non ci sarà mai il lieto fine delle favole rosa. Quando i due, stazione dopo stazione, restano finalmente soli, il soldato troverà l’ardire di chiudere le porte dello scompartimento, tirare le tendine e cogliere l’attimo. Infatti, tutto svanisce quando il treno si ferma alla Stazione di Roccasecca (nel film, Rocca Marina) e la ragazza si avvia verso il suo destino , accompagnata dallo sguardo impotente del soldato, rimasto solo in mezzo ai binari di uno scalo ferroviario completamente deserto. Lo sfondo offerto dalla Stazione è poesia allo stato puro e Peppantonio, padre della ragazza, rende quanto mai veritiero l’epilogo del film. Sono venuto a conoscenza di questa “chicca” poco tempo fa, quando un amico mi ha ricordato che il film venne proiettato alla Stazione da “Sor Bianchino”, mecenate del cinema “a colori e in cinemascope” e come lo stesso Peppantonio, all’ingresso della sala, offrisse biglietti omaggio a chi non aveva i soldi per comprarlo. Potenza di un passato che non vuole (forse) passare.

Nino Manfredi Fulvia Franco

Nino Manfredi e Fulvia Franco nel film