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Giovanni Allevi a Roccasecca: quando la musica diventa un abbraccio all'umanità

 |  Pompeo Di Fazio  |  Territori

Non sono un esperto di musica. Non saprei analizzare una partitura né giudicare tecnicamente l'esecuzione di un pianista. Sono semplicemente un roccaseccano che ha assistito al concerto di Giovanni Allevi a Roccasecca nell’ambito del Festival Gazzelloni.

Ci sono serate che vanno oltre lo spettacolo. Diventano un incontro con la parte più autentica di noi stessi. Il concerto di Giovanni Allevi è stato questo: un viaggio nell'anima, dove ogni nota sembrava raccontare una storia di fragilità, di dolore, ma anche di speranza.

Mi ha colpito una frase che Allevi ha condiviso con il pubblico: “La cultura è la fragilità umana che cerca un abbraccio universale. La vera arte nasce sempre da una sofferenza e dalla sofferenza cerca una luce”. Parole che non appartengono solo agli artisti, ma parlano a ciascuno di noi. Perché tutti, in fondo, conosciamo la fatica della vita e il desiderio di trovare una luce capace di dare senso al nostro cammino.

Ascoltare Allevi, perciò, è significato anche guardare negli occhi un uomo che ha trasformato la sua personale battaglia contro la malattia in una testimonianza di straordinaria forza morale. Non c'è retorica nelle sue note: c'è verità. E la verità arriva sempre al cuore.

È stato emozionante vedere tante persone raccolte in silenzio, unite dalla musica e dalla consapevolezza di vivere un momento raro. In quell'istante non c'erano differenze di età, di professione o di cultura musicale: c'era solo un'umanità che ascoltava.

Da roccaseccano ho provato anche un sentimento di orgoglio. Sono tornato a casa con una convinzione ancora più forte: non serve essere esperti per emozionarsi davanti alla bellezza. Basta lasciarsi attraversare da essa. Giovanni Allevi, con il suo pianoforte e con la sua umanità, ci ha ricordato che la sofferenza può diventare creatività, che la fragilità non è una debolezza ma una ricchezza e che la cultura continua ad essere uno degli strumenti più potenti per costruire ponti tra le persone.

Se la vera arte nasce dal dolore per cercare una luce, come lui stesso ha detto, allora a Roccasecca quella luce, nella terra del lumen per eccellenza del pensiero come Tommaso d’Aquino, per una sera, ha illuminato tutti noi.