Armando Parlatano. L’artista gentiluomo che scelse di vivere a Roccasecca

Abitare in un piccolo paese vuol dire incontrare più o meno ogni giorno le stesse persone. Persone di cui sai tutto e che come te hanno legato la propria vita a quella piazza, a quelle strade. Ma Roccasecca nel corso degli anni ha saputo attrarre personaggi e artisti che hanno deciso di trovare qui la propria dimensione o di avere semplicemente un buen retiro.
Un caso a parte è quello del pittore Armando Parlatano, un uomo che aveva tutto dell’artista: vita avventurosa, modi d’altri tempi, magrissimo, fumatore incallito, sognatore e bohémien. Piemontese, classe 1941, a metà degli anni ‘90 viveva a Sansepolcro, in condizioni che dire difficili è un eufemismo. Un nostro concittadino, all’epoca amministratore locale, appassionato d’arte, lo conobbe proprio nella città toscana durante un evento. Apprezzò tanto il valore delle opere quanto quello della persona che aveva davanti. Propose ad Armando di trasferirsi a Roccasecca e di dirigere la locale scuola di pittura che si andava realizzando. La nostra cittadina in quel decennio era infatti al centro di numerose iniziative culturali.
Armando non ci pensò due volte e accolse la proposta. Con l’aiuto del nostro concittadino prese casa al Castello, in via Mansone, e iniziò i suoi corsi di pittura in un’abitazione storica di Caprile. La casa era stata del noto pittore Ausonio Tanda.
Fece immediatamente amicizia con tutti a Roccasecca. Il suo carattere socievole, la voglia di stare insieme, di raccontarsi e di ascoltare ne facevano impareggiabile compagno di serate. Con generosità ciascuno si attivò al meglio per dare a quest’uomo una vita felice, dopo tante privazioni. Armando non sapeva guidare quindi a turno gli amici lo accompagnavano nelle sue scorribande, alla ricerca di ispirazione, di paesaggi e di qualche bella mangiata.
La sua attività pittorica era veramente intensa. Utilizzava una particolare tecnica che consisteva nello scaldare i colori a cera applicandoli con le dita sulla tela, con un effetto artistico notevole. In tante case di Roccasecca i suoi quadri fanno ancora oggi bella mostra. Allestì numerose mostre, anche nel circondario, ebbe numerosi allievi sia fra i ragazzi che fra gli adulti. Si dilettava anche di scrittura e spesso organizzava con l’aiuto di appassionati roccaseccani degli incontri che univano le varie forme d’arte. Una sera nel cortile del seminario allestì uno spettacolo multimediale: mentre lui declamava versi e prosa numerose proiezioni di video e diapositive scorrevano sugli antichi muri. Il risultato fu entusiasmante.
Dopo qualche anno lasciò la bella casa di via Mansone e si trasferì in un appartamento di vicolo Giovinazzi. Le tante sigarette (senza filtro), gli stenti di una vita e problemi polmonari giovanili presentarono un amaro conto. In pochi mesi Armando dimagrì sempre più, la sua verve inesauribile si attenuò. La diagnosi fu facile, la cura un autentico calvario per quest’uomo già segnato dall’esistenza. Morì nel 1999 in un ospedale di Roma e come sempre la generosità di chi lo aveva conosciuto e dell’amministrazione comunale gli assicurarono una degna sepoltura a Roccasecca, dove gli amici non potranno mai dimenticarlo. Sembra di vederlo ancora risalire la piazza con le buste della spesa, i colori e qualche libro, con in bocca l'eterna sigaretta. Senza filtro ovviamente.







