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Giornale fondato da Pompeo Cataldi nel 1974


Quando i roccaseccani rubarono la carne agli zingari

 |  Fernando Riccardi  |  Storie

Parecchi anni fa, all’inizio del secolo scorso, un gruppo di zingari si accampò a Roccasecca, nei pressi del centro. Grande fu il malcontento della popolazione preoccupata per la scomoda vicinanza. Appresa la sgradita notizia, prima preoccupazione dei roccaseccani fu quella di indurre gli zingari ad allontanarsi il più presto possibile dal paese. E a tal fine si decise di giocare d’astuzia: si pensò di rubare loro tutte le scorte alimentari e, in particolar modo, le riserve di carne.

La tradizione vuole che tale “impresa” sia stata architettata da una combriccola di “borsaioli” abitanti in via Cappella, i quali avevano maturato una preziosa esperienza di scippi nel vicino napoletano. Per far sì che il progetto avesse una positiva evoluzione, fu sufficiente provocare una rissa, condita da una fitta sassaiola, alla quale presero parte gli stessi zingari. Nella confusione generale fu agevole rubare i polli rimasti incustoditi accanto ai focolari. Ciò provocò l’immediata partenza dei nomadi sconvolti dal fatto che proprio loro, maestri di ruberie, erano rimasti vittime di un furto.

Da quel preciso istante iniziò a circolare un curioso detto, secondo il quale era doveroso guardarsi dai roccaseccani che erano riusciti a “rubare la carne agli zingari”. Questo singolare aneddoto è giunto fino ai nostri giorni e continua ad essere ricordato ai roccaseccani non solo dagli abitanti dei paesi limitrofi ma anche di alcune contrade periferiche della cittadina, da sempre in “competizione” con il centro. Si dice che, in seguito, gli arcesi abbiano sottratto la carne ai roccaseccani. Ma, come si può comprendere, questa è tutta un’altra storia.