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Giornale fondato da Pompeo Cataldi nel 1974


Una lettera di Tosti al sindaco di Roccasecca (23 febbraio 1874)

 |  Fernando Riccardi  |  Storie

Nel 1874, in occasione delle celebrazioni del VI centenario della morte di San Tommaso d’Aquino, il sindaco di Roccasecca, Giulio Scorti, scrisse una lettera a don Luigi Tosti, “eruditissimo monaco di Montecassino”, chiedendogli espressamente di rivelare il suo “avviso intorno al luogo in cui San Tommaso d’Aquino sortisse i natali” (9 febbraio). In quel momento il padre benedettino si trovava a Roma per cui poté dare la sua risposta soltanto alcuni giorni dopo, con una missiva datata 23 febbraio. Risposta che, come scrive Tosti, “mi vien consentita dalle raccolte autorità storiche”. In parole povere il monaco, prima di pronunciarsi, aveva voluto consultare una serie di documenti conservati nell’archivio dell’abbazia cassinese. Ultimato lo studio delle antiche carte, Luigi Tosti così rispondeva al sindaco di Roccasecca: “E’ indubbio che sempre ed in ogni luogo il nome di Tommaso va congiunto all’appellazione d’Aquinate o d’Aquino. Però così fatte appellazioni nella Storia non provengono solo dal luogo, da cui si traggono i natali; ma anche dalla prolungata dimora, dalla morte o dal dominio di una terra. Così Santa Margherita che era di Monte Pulciano si dice da Cortona, perché morì in questa città; Sant’Antonio nato in Lisbona si dice da Padova perché vi morì; Giacomo da Ponte ed i fratelli pittori si chiamavano da Bassano per lunga dimora fatta in questa città. Molte famiglie prendono il nome dai loro feudi. Quindi si dice il tale di Sulla, di Bagnara, non perché si avesse avuto i natali in una di queste terre ma perché appartenevano come feudi alle loro famiglie. San Tommaso non ha fatto lunga dimora in Aquino, non vi è morto, quindi l’appellazione, d’Aquinate ha dovuto venirgli o dalla nascita in questa città o dal dominio della sua famiglia sulla medesima. Tra i coevi del Santo, che lo dicono nato in Aquino, non trovo che il frate Reginaldo che nella Orazione funebre in suo onore dice: In praeclarissima Patria, in vetusta e primaria Volscorum urbe Aquino ex clarissimis parentibus, iisque principibus… magnus hic Doctor natus est… Fra Guglielmo da Tocco, anche coevo del Santo e che fu testimone delle sue predicazioni, narrando di Teodora madre del Santo non accenna ad Aquino, in cui lo avesse partorito, ma a Roccasecca ove dimorava. Ed ove mise in luce Tommaso, secondo che le avea predetto un Santo Eremita. I Bollandisti sieguono l’autorità di Guglielmo intorno alla nascita di Tommaso. Nel Cod. 47 del secolo XIII Emortuale monachorum illustrium, ai piedi della pag. 95 al margine è scritto: Apud fossam novam natale Sanctae Thomae confessoris viri eruditissimi qui oriundus de Aquino primo Casinensis monachus factus, postmodum de ordine beati Dominici frater praedicator effectus sua multiplici et fructuosa doctrina illuminavit valde ecclesiam sanctam Dei, la voce oriundus non accenna al luogo di origine. Vale a dire che San Tommaso traeva la sua origine in Aquino per la mediazione di parenti di Aquino. Se fosse nato in questa città il postillatore avrebbe usata la voce ortus, non oriundus. In fatti la tradizione in Monte Cassino, in cui il Santo venne primamente educato alle scienze, fu sempre costante intorno ai suoi natali in Roccasecca. Angiolo della Noce Abate di Montecassino nelle sue note alla Cronaca di Leone Ostiense ben due volte p. 33 nota CLXXIX al capo XVI ed a p. 226 nota al capo 14 del Libro 1, chiaramente afferma che San Tommaso nascesse in Roccasecca e che il nome di Aquinate gli venisse dalla sua famiglia, la quale prendeva questo nome dalla città di Aquino, su cui ava (sic!) signoria. Anche il Gattola nella sua Storia Cassinese C. 1 Access. pag. 85 senz’alcun dubbio afferma che San Tommaso nascesse in Roccasecca. Il dottissimo Canonico Francesco Pratilli scrisse una erudita dissertazione (Historia Principum Longobardorum T. 11 p. 341) intorno alla famiglia ed alla nascita di S. Tommaso ed in questa dimostra che nascesse in Roccasecca. Non ò fatto che raccogliere qualche sentenza degli antichi su questo fatto. Ciò basti dimostrarle il desiderio che ò avuto di soddisfare alla sua domanda e di darle un testimonio della mia stima. Monte Cassino 23 Febraro 1874. All’Illustrissimo Signor Sindaco di Roccasecca, Suo Devotissimo Servitore. Firmato L. Tosti”. Anche in occasione del VI centenario della morte dell’Angelico Dottore, quindi, si affrontò la questione del luogo natale di San Tommaso d’Aquino. E ancora una volta, grazie all’autorevole intervento di padre Tosti, ad essere premiata fu Roccasecca. Cent’anni dopo o giù di lì, la stessa cosa fece papa Paolo VI. Per cui, prendendo in prestito un’espressione assai cara ai saggi latini, “de hoc satis”.