Quando Roccasecca sfidò il Papa per difendere la verità storica su San Tommaso

Ci fu un tempo in cui i cittadini di Roccasecca non ebbero timore nemmeno di contestare il Santo Padre pur di difendere l'onore della propria città e la verità storica sui natali di San Tommaso d'Aquino.
Non si tratta di un episodio remoto, ma di una vicenda di circa cinquant'anni fa, nel pieno delle celebrazioni per il VII centenario della morte del Dottore Angelico. Fu una stagione di entusiasmo, partecipazione e forte impegno civile, durante la quale Roccasecca seppe far sentire con determinazione la propria voce.
In questi giorni abbiamo celebrato la rinascita del giornale L'Asprano, nato proprio in quel periodo, rendendo il doveroso omaggio al suo fondatore, Pompeo Cataldi. La ricorrenza è coincisa anche con quello che sarebbe stato l'ottantacinquesimo compleanno di "zio Pompeo", e non c'è modo migliore per ricordarlo se non affiancando al suo instancabile impegno civile quello di un'altra figura straordinaria che, sul piano religioso, operava con la stessa passione: l'indimenticato don Antonio Tuzi.
Nel 1974 prendeva ormai corpo la notizia della visita di Papa Paolo VI ad Aquino. Aquino sì, Roccasecca no. Non solo: il Pontefice, in precedenti occasioni ufficiali, aveva già attribuito ad Aquino i natali di San Tommaso, omettendo completamente Roccasecca.
Fu allora che don Antonio Tuzi, sostenuto da Pompeo Cataldi, decise di reagire. Redasse un telegramma destinato al Papa, nel quale, con rispetto ma con altrettanta fermezza, ricordava che il giudizio sulla storia spetta agli studiosi e non agli uomini di Chiesa, evidenziando come la quasi totalità degli storici riconoscesse Roccasecca quale luogo di nascita del grande filosofo e teologo. Chiedeva inoltre che la città fosse inserita tra le tappe della visita pontificia dedicata ai luoghi di San Tommaso.
Il telegramma, destinato a rimanere nella memoria collettiva, recitava:
«Sorprende, colpisce Suo enorme falso storico confronti città natale S. Tommaso. Protestando energicamente censurasi contestasi pubblica categorica erronea utopistica affermazione Vostra Santità contenuta messaggio popolo aquinate recato Cardinale Parente occasione conclusione congresso eucaristico interdiocesano dicente "Aquino amena città conosciutissima in tutto il mondo per aver dato i natali al grande Dottore della Chiesa S. Tommaso".
Ignorata et calpestata totalità palmare studiosi storici indicanti solo ROCCASECCA città natale Tommaso chiedesi spiegazione chiarimento precisazione correzione relativa offensiva indignante affermazione onde evitare possibili spiacenti risentimenti popolo.
Confessando aggiungesi già prudente faticoso rassegnato silenzio diretto non contristare Santità Vostra circa altra identica assurda arbitraria Sua affermazione contenuta allocuzione Giunta Regionale Lazio marzo settantatré dicente "Tommaso che ad Aquino ebbe i natali". Recidività clamorosa quindi insopportabile. Rinnovo confermo completo filiale ossequio alto Magistero infallibile Fede Apostolica. Firmato: Parroco Tuzi.»
L'11 giugno 1974 il testo del telegramma fu addirittura letto attraverso gli altoparlanti della stazione ferroviaria di Roccasecca Scalo, diventando il simbolo di una comunità determinata a difendere la propria identità e la verità storica.
Se oggi Roccasecca può rivendicare con forza il ruolo di città natale dell'Angelico Dottore, il merito è anche di uomini come don Antonio Tuzi e Pompeo Cataldi, che con coraggio, passione e senso civico seppero dare voce a una battaglia fondata sulla ricerca storica.
Ma le conquiste, anche quando sembrano acquisite, devono essere custodite. Oggi non si assiste più a una negazione esplicita dei natali di San Tommaso a Roccasecca, ma troppo spesso si preferisce semplicemente ometterli. Ed è proprio contro questa silenziosa dimenticanza che il nostro giornale intende continuare a battersi: perché la verità storica va raccontata, ricordata e trasmessa alle nuove generazioni.







