La tradizione delle “Unicinettine” del Castello: per San Tommaso d’Aquino e la festa del Corpus Domini

C’è una sapienza antica che ancora sopravvive e che dà vita a creazioni straordinarie, una manualità senza tempo che rimanda ad un mondo antico, ad un tempo infinitamente più lento nel suo scorrere, ma che mantiene forti i valori della creatività, dell’amicizia e soprattutto dell’attaccamento al territorio.
Protagoniste da anni dalla manifestazione “Natale a Castello” per la quale realizzano artistici alberi di Natale con addobbi ad uncinetto e che rimandano alla storia locale, stavolta si sono superate in occasione della ricorrenza del Corpus Domini.
Lucia, Amalia, Assuntina, Delia, Dea, Silvana, Concettina e Daniela, supportate da un progetto realizzato dagli architetti Antonio Di Rollo e Maria Rosaria Marra, hanno creato un vero e proprio capolavoro per la festività dell’Eucaristia.
Un lavoro durato più di un anno e partito, sferruzzando, da febbraio 2025. Hanno utilizzato 257 gomitoli di cotone, hanno realizzato 1280 rose di colore giallo e bianco. Più altre di colore rosso.
Ne è nata una composizione straordinaria che ha animato la ricorrenza religiosa nella Chiesa della Santissima Annunziata dove i fiori ad uncinetto hanno composto un lungo tappeto nella navata centrale dell’edificio e un calice ai pedi dell’altare.
La Chiesa dell’Annunziata custodisce il culto di San Tommaso d’Aquino e il Dottore Angelico è il cantore dell’Eucaristia, avendo composto l’officio sacro e gli inni della festività.
Un atto di omaggio particolare, ma straordinario nella sua artistica creatività, che le uncinettine della patria natale di Tommaso hanno voluto rivolgere al loro concittadino.
“Siamo molto soddisfatte dell’iniziativa – hanno spiegato le uncinettine – abbiamo lavorato più di un anno, anche con amiche che stavano lontano da Roccasecca. Ma la nostra forza è proprio questa: riuscire a mettere insieme le migliori energie, anche a distanza, perché l’amore e la passione per il nostro borgo superano tutte le difficoltà. Ci auguriamo che questa sapienza pratica non scompaia e che le nuove generazioni si avvicinino: noi siamo pronte a tramandare quando ci è stato insegnato dalle nostre nonne”.







